San Paolo di Civitate al tempo del Coronavirus

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La rapida espansione dell’epidemia di Coronavirus (potenza invisibile nell’era della visibilità!) dall’epicentro di Wuhan in Cina al resto del mondo ha prodotto in poche settimane effetti che travalicano l’emergenza sanitaria. In Italia sta avendo un impatto significativo sull’economia, sulla produzione, sulla scuola e anche sulle relazioni personali. La domanda che tutti ci ripetiamo è: quanto durerà l’emergenza? E con quali ulteriori effetti collaterali?

I dati raccolti dagli studi epidemiologici sul virus evidenziano che ogni paziente infetto, anche asintomatico, può trasmettere la malattia ad altri 2,5 soggetti, da qui la necessità di limitare i contatti tra le persone. Perché al momento questa pare essere l’unica strategia per rallentare il virus e portare la sua potenziale infettività da 2,5 a 1 o meno soggetti. Dal punto di vista clinico, nell’85-90% dei casi il virus non dà molti problemi, ma nel 10-15% comporta un ricovero e di questi ultimi il 4-5% in rianimazione. I comportamenti individuali sono pertanto fondamentali. Molti sottovalutano l’importanza di lavarsi spesso le mani, di restare a casa e di mantenere una distanza di sicurezza di almeno un metro (i tecnici hanno calcolato che ci vorrebbe una distanza di un metro e ottantadue cm, perché tale è la distanza che le cosiddette “goccioline di Flugge” coprono con uno starnuto o colpo di tosse).

Prima che ciò succedesse, la vita a San Paolo di Civitate circolava fluida e nulla lasciava prevedere alcun cambiamento. Ma poi è spuntato fuori questo minuscolo virus e nessuno più (o quasi) cammina per le strade. Anche le grandi città sono deserte, il silenzio è diventato assordante. L’iniziale incertezza si è trasforma ben presto in sconcerto fino a sfociare nella paura, grazie anche alla rimbombante eco mediatica che a ogni ora del giorno si riverbera nelle nostre case dalle televisioni accese: notizie, dati, aggiornamenti lasciano la loro scia sonora senza preoccuparsi dell’effetto devastante che tutto ciò può provocare nei soggetti più deboli. Se a questo aggiungiamo le innumerevoli e disparate fake news che sfrecciano a tutta velocità sui nostri dispositivi elettronici ecco che la paura può addirittura diventare panico.

Come possiamo sconfiggere la paura? Come possiamo nel nostro piccolo sconfiggere questa malattia? Attuando comportamenti virtuosi! Iniziamo col tutelare i più fragili e gli anziani. Stiamo a casa, lì non abbiamo bisogno di igienizzanti o mascherine, a meno che non ci siano specifiche indicazioni dettate dai medici curanti. Se siamo in giro e abbiamo bisogno di starnutire o di tossire, anche solo perché ci è andata di traverso un po’ la saliva, usiamo il fazzoletto o, in mancanza, facciamolo almeno  nell’incavo del gomito. Se ci arriva un messaggio “bufala” verifichiamo sempre la fonte della notizia, evitando di spargere, involontariamente, informazioni non veritiere e non verificate che possono generare confusione e panico. Cogliamo, dunque, in questo tempo drammatico, l’occasione per imparare a sviluppare quel sentimento sociale, quella speciale capacità di stringere rapporti cooperativi con gli altri. Approfittiamo di questa circostanza per imparare a navigare consapevolmente nel mare magnun della Rete, verificando le fonti  e assumendoci la responsabilità di quanto condividiamo. E poi, non dimentichiamo mai di sorridere, di tendere un braccio verso gli altri non per tenere a “ragionevole” distanza il nostro interlocutore, ma per costruire ponti comunicativi capaci di scavalcare le distanze e le separazioni. Perché ogni piccolo gesto può fare la differenza, può lasciare un segno laddove le parole si sono fermate. E quando si parla di bei gesti San Paolo di Civitate è sempre in prima linea. A partire dall’Amministrazione comunale, che domenica 15 marzo ha attivato il “Banco di soccorso alimentare” per gli anziani soli o per i nuclei familiari numerosi; fino ad arrivare all’Associazione culturale Desaleo, che in questi giorni è riuscita a creare un’onda di contagio che viaggia in senso contrario grazie al carico di energia messa in campo dai suoi soci. Una squadra di amici e amiche capitanata dal prode Alfredo e unita dalla vocazione per la promozione sociale, culturale e turistica del territorio sanpaolese. Un “contagio” felice, una prova di vitalità e di unione.

Moltissime sono le iniziative realizzate dalla Desaleo per rendere meno monotone e più allegre le nostre giornate. Tra le tante ce n’è una che ho trovato davvero coinvolgente: produrre dei video selfie con brevi racconti o aneddoti personali da montare in un unico filmato che a breve sarà disponibile sulle piattaforme social dell’Associazione. Un segno sincero e spontaneo per cercare di azzerare le distanze tra le persone e farci capire che stare a casa per limitare il contagio può essere vissuto come un momento di rinascita, una nuova forma di resistenza, una resilienza, contro un nemico invisibile. A tale proposito, un grazie speciale va a Marisa, Antonietta, Shaun, Umberto, tra gli altri, per averci fatto sentire il loro battito, la loro voce, la loro testimonianza.

Restiamo a casa, dunque! Stiamo vivendo un momento molto difficile ma sono sicura che se continuiamo tutti a osservare le prescrizioni disposte dal governo, ce la faremo e andrà tutto bene!

Vi aspetto al prossimo caffè e vi saluto con un breve video per restare vicini anche se lontani!

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