Riflettori accesi su SAN PAOLO di Adriano Grimaldi

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REPORT, il programma di Milena Gabanelli che va in onda su Rai3, nella puntata di Lunedì 10 Ottobre, si è occupato del problema dei falsi prodotti provenienti da agricoltura  biologica come il grano, la farina, la pasta ecc. che vengono venduti per tali quando in realtà non sono biologici ed hanno un valore di molto inferiore a quello di vendita. Un fenomeno di vaste dimensioni che ha denunciato il coinvolgimento di produttori, enti certificatori, funzionari ministeriali e i più grandi mulini e produttori di pasta.

le-coppe-di-civitatePurtroppo il raggiro prende piede proprio nel nostro paese, ma è troppo grande per attribuirlo alla nostra laboriosa comunità che a mio modesto parere è vittima ancora una volta dei baroni dell’illegalità.

Per fortuna il fenomeno non riguarda l’intero comparto agricolo e il tessuto produttivo del nostro paese, ma prende piede dalla singola falsificazione di un certificato, che resta pur sempre un atto grave e deplorevole in mano a personaggi di un’altra cultura e non attribuibile all’intera comunità o a chi da sempre è abituato a seminare nella propria azienda.

Parlo così per difendere i sacrifici di tanti laboriosi cittadini, che il mattino si svegliano presto per svolgere quel duro lavoro nei campi sotto il sole rovente o il freddo pungente dell’inverno, va difeso il loro lavoro e va protetto anche il nome del nostro paese che è stato violato, maltrattato ed usato come anello debole di una catena di ben altra consistenza.

orecchiette-con-le-cime-di-rapeA volte però sono i nostri stessi comportamenti che inducono i furbi ad approfittare della proverbiale bontà degli agricoltori che spesso si muovono senza un progetto serio, senza uno studio di fattibilità, cercando di fare per similitudine, le stesse cose del vicino.

In questo momento “il biologico” è diventato un fatto di tendenza, molti produttori stanno convertendo i propri terreni da una coltivazione tradizionale in coltivazione biologica, senza un vero motivo, senza un progetto, solo perché così ha fatto il compare del fondo confinante.  Se si converte il proprio vigneto in produzione biologica, si deve sapere in anticipo cosa fare di quell’uva, delle olive, del grano e così via, non si deve portare il prodotto alla stessa cantina o dallo stesso commerciante per farla scaricare nello stesso silos del prodotto convenzionale, così facendo si alimentano le truffe perché al commerciante serve di più il certificato biologico del prodotto.  Il fenomeno della conversione in biologico è nato perché i produttori che confezionano il prodotto finito, cioè che imbottigliano il vino o l’olio, hanno trovato maggiori benefici nel vendere una lattina di olio o di vino biologico e maggiore attenzione e interesse dal mercato. Non lasciamoci coinvolgere in discorsi che sono più grandi di noi, facciamo attenzione alle facili e futili promesse, programmiamo il nostro lavoro anche perché non sempre la produzione biologica è più economica e conveniente della convenzionale.

Adriano Grimaldi

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