Pomodoro, Anicav e associazioni agricole: “Piantate di meno in Capitanata”

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Pomodoro, Anicav e associazioni agricole: “Piantate di meno in Capitanata”

immaginepomodori1Le organizzazioni agricole e di produttori del pomodoro da industria si sono incontrate IL 16 Febbraio a Foggia presso la sede della Camera di Commercio per discutere delle difficoltà del mercato e per cercare di far capire agli agricoltori del Tavoliere  che è giunto il momento di diminuire le superfici da destinare alla coltura del pomodoro. “Ridurre le quantità di pomodoro da destinare alla trasformazione per giungere a un riequilibrio dell’intera filiera del pomodoro da industria”. E’ questa la richiesta di Anicav, Associazione nazionale industriali conserve alimentari vegetali, esposta al Tavolo per la contrattazione del pomodoro da industria del Bacino del Centro Sud, organizzato con lo scopo di definire la programmazione per la prossima campagna di trasformazione. E per arrivare a questo, è necessario ridurre le quantità. L’invito partito da Foggia è quello di piantare meno pomodori. L’obiettivo è siglare un accordo per la prossima campagna che sia vantaggioso per l’intera filiera. In Capitanata per evitare problemi di abbondanza ad agosto è indispensabile ridurre del 20% la superficie destinata a questa coltura: in poche parole passare dagli attuali 20000 ettari a poco più di 15000 in modo tale da non superare i 24 milioni di quintali di pomodoro da avviare alla trasformazione. Le OP sono preoccupate, temono di non riuscire a convincere i produttori a piantare di meno. In questi giorni si discute anche la definizione del prezzo medio contrattuale da applicare per le future forniture. Nel bacino centro-sud il prezzo è in caduta libera. Lo scorso anno sono stati prodotti ben 5 milioni di quintali in più rispetto alla media e i magazzini rimarranno pieni fino a dicembre.

A cura di Saverio Serlenga

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