Graziella Anna Maria DI VIRGILIO – L’OMINO DI VETRO e altre storie

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Graziella nasce a San Paolo di Civitate il 01/08/1951 e dopo aver frequentato con esito positivo le Scuole superiori a San Severo ed aver vinto il concorso come maestra di scuola si avventura per alcune scuole poste in diversi paesi della provincia di Foggia.

Nel 1979 si sposa con Leccisotti Giuseppe e dalla loro unione nacquero due figlie Lucia e Teresa.

La sua vivacità nell’essere moglie, mamma ed insegnante la porta a scrivere uno stupendo libro ” L’OMINO DI VETRO e ALTRE SORIE” dove racconta in modo incomiabile il proprio paese.

La Graziella DI VIRGILIO, ci lasciava per sempre il 10 marzo 2010.

Noi della Desalreo abbiamo voluto rendeLe omaggio riportando un breve raccontotratto dal libro L’OMINO DI VETRO.

I TRE TEMPI DEL MIO PAESEGraziella Di Virgilio

La piccola azzurra croce  sul campanile sembra sospesa nel cielo: la prima immagine del mio paese.
Poi le curve e le sagome scure degli ulivi la nascondono alla vista.
Le case sembrano lontane, ma l’ultima curva si mostrano con le loro luci e le mille storie dietro le milla finestre illuminate.
Le strade, deserte nell’inverno, si riempiono d’estate di voci, di grida di bimbi, di passi strascicanti, di risate gioiose e, negli angoli bui, di sussurri d’amore.
Le notti, nel mio paese, passano tranquille, fra l’abbaiare dei cani ed il fischietto della guardia notturna.
L’alba lo trova addormentato, ma già nelle sue vie si odono rumori: il contadino si avvia al suo campo e sono trattori, auto, motociclette, biciclette… Un vecchio conduce ancora il suo carretto e il cavallo è stanco più del suo padrone.

Poi l’animazione cresce e si moltiplica: i murartori, negozianti, impiegati e poi…bambini. Tanti bambini che indugiano per le strade con cartelle piene di sogni e di figurine; col pacchetto della merenda frammisto ai libri; con le caramelle, le cicche e le palline di vetro…
L’operosa mattinata paesana lascia vuote le strade fino a mezzogiorno.

il giorno si trascina stanco e monotono per le strade note ed usate.
Gli uomini si fermano agli angoli della piazza a parlare di semine e raccolti: problemi eterni della gente mia !

Le donne affrettano i passi: un incontro, una visita ricambiata, qualche chiacchiera frettolosa, un saluto…

Gli adolescenti si incontrano per tacito accordo. Mani si sfiorano, mentre gli occhi falsamente indifferenti guardono altrove. Incontri furtivi nelle stradine fuori mano, dove pure sguardi maligni, o solo maliziosi, spiano.

E intanto la notte ricama il suo nero manto, coprendo di nuovo il mio paese, immobile ed uguale ogni giorno, ogni anno; fermo nel tempo: fermo nel piccolo universo; chiuso in se stesso, come la perla nella sua conchiglia.

E’ così breve il giorno!

Mentre la notte, troppo presto torna.